venerdì, Luglio 1, 2022
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Cina. Festival di Yulin. Si compie oggi il sacrificio di migliaia di cani e gatti uccisi a bastonate e mangiati


AgenPress – Lanciato nel 2010 dai commercianti di carne di cane per incrementare le vendite di un settore in calo, l’evento attira migliaia di visitatori da tutta la provincia meridionale, che si riuniscono per mangiare stufato di cane e carne di cane croccante nei ristoranti e nelle bancarelle della città. Da anni gli attivisti si appellano alle autorità locali affinché impediscano lo svolgimento di questo raduno per tutelare gli animali, il loro benessere e la salute pubblica.

«Mentre altrove in Cina le città sono in isolamento a causa del Covid-19, non ha senso che i commercianti di carne di cane di Yulin possano incoraggiare i visitatori a viaggiare attraverso la provincia e la città – ha detto Liang Jia, un attivista del Guangxi – . Oltre alla spaventosa crudeltà che verrà inflitta a migliaia di cani e gatti uccisi a bastonate, si tratta di un evidente rischio per la salute pubblica. Le autorità di Yulin dovrebbero prendere sul serio la questione perché sarebbe estremamente imbarazzante se il festival della carne di cane di Yulin fosse responsabile per un contagio di massa».

La maggior parte delle persone in Cina non mangia cani e anche a Yulin i sondaggi dimostrano che la maggior parte dei cittadini (il 72%) non li mangia regolarmente, nonostante gli sforzi dei commercianti di carne di cane per promuoverne il consumo. In tutto il Paese si registra una significativa opposizione al commercio di carne di cane, mentre cresce la sensibilità per il benessere degli animali. Nel 2020, il Ministero dell’Agricoltura e degli Affari Rurali cinese ha rilasciato una dichiarazione ufficiale secondo cui i cani sono animali da compagnia e non “bestiame” per il consumo. Nello stesso anno, due grandi città della Cina continentale – Shenzhen e Zhuhai – hanno vietato il consumo di carne di cane e gatto, una decisione che, secondo i sondaggi, è stata sostenuta da quasi il 75% della popolazione cinese.

Il Dottor Peter Li, specialista in politica cinese di Humane Society International, sostenitore dei salvataggi di cani dal commercio di carne in Cina, ha dichiarato: «Lucky si è salvato per un pelo perché nel negozio era rimasta in vendita solo una carcassa facendo di lui il prossimo. Ma Lucky è solo uno tra milioni di cani che soffrono per mano dei commercianti di cani in tutta la Cina, e uno di migliaia che finiscono a Yulin per l’evento del solstizio d’estate. I suoi soccorritori dicono che era molto amichevole, abituato a camminare al guinzaglio e che è salito volentieri nell’auto degli attivisti; sembra chiaro che una volta era l’animale domestico di qualcuno, e in effetti molti dei cani uccisi per la carne sono animali rubati dai cortili, fuori dai negozi e persino dalle auto. Oltre alla brutalità di queste attività, le precauzioni per frenare la diffusione del COVID-19 aggiungono un’altra convincente ragione per mettere fine ai raduni in cui viene commerciata la carne di cane».

In Italia il Dipartimento tutela benessere animale della Lega, coordinato dall’onorevole Filippo Maturi, ha organizzato per oggi a Roma, nella sala Caduti di Nassirya in Senato, una tavola rotonda moderata dalla giornalista Giulia Innocenzi: fra gli interventi quelli di Davide Acito, presidente di Apa, Carla Rocchi, presidente di Enpa, Gianluca Felicetti, presidente di Lav, Alessandro Ricciuti, presidente di Animal Law Italia, e Alice Trombetta, direttrice esecutiva di Animal Equality Italia.

Fonte, la Stampa

 

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