venerdì, Luglio 1, 2022
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M5s. Conte ricorda a Di Maio i “gilet gialli”. Era a disagio per la mia leadership. Si sentiva leader


AgenPress – “Lascerei che Di Maio si interroghi con la propria coscienza e decida, io non chiederò le sue dimissioni”. Così il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

“Ho letto le agenzie del discorso di Di Maio, non ho capito quale sia il suo progetto politico. L’obiettivo, a suo dire, è difendere l’euroatlantismo, a cui però non mi sembra che nessuno vi stia attentando. E poi appoggiare il governo Draghi, ma anche qui lo stiamo facendo in tantissimi”.

“Di Maio ha parlato di allineamento alla Nato, ma gli do un suggerimento: parliamo di collocazione, perché sennò significa che gli altri dettano la linea e noi ci allineiamo. Io invece penso che dovremmo dare il nostro contributo per delinearla!, ha aggiunto.

“Luigi Di Maio non si deve permettere di minare l’onore del Movimento 5 Stelle, lui per primo dovrebbe essere consapevole del lavoro e della fatica che serve fare per tenere la barra dritta… Non voglio parlare del passato, ma se parliamo del Conte 1 e del Conte 2, bisogna anche ricordare dei gilet gialli…”.

Conte si rifà al sostegno di Di Maio ai gilet gialli, in protesta in Francia. “Il Movimento 5 stelle è pronto a darvi il sostegno di cui avete bisogno”, ha scritto il leader M5s in quella che sembra una lettera vera e propria rivolta ai militanti francesi. “Come voi, anche noi, condanniamo con forza chi ha causato violenze durante le manifestazioni, ma sappiamo bene che il vostro movimento è pacifico. Possiamo mettere a vostra disposizione alcune funzioni del nostro sistema operativo per la democrazia diretta, Rousseau”, scriveva Di Maio.

“Da un punto di vista umano noi abbiamo avuto una buona collaborazione durante la presidenza, forse, diciamo, sicuramente l’ho visto più a disagio quando io ho assunto la leadership del Movimento, probabilmente perché lui è stato sempre leader, si è sentito leader, forse”, ha poi detto Conte intervistato da Veronica Gentili a “Controcorrente – Prima serata”.

Alla domanda se fosse per competitività, il presidente M5s preferisce glissare: “Ma guardi, mi creda, qui mi fermerei, mi arresterei perché, voglio dire, io con lui ho lavorato e ho dei ricordi anche belli e importanti. Ha fatto un’altra scelta, con un’altra visione politica, mi fermerei qui”.

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