martedì, Agosto 16, 2022
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Carlo Calenda, leader di Azione, a Radio 24


AgenPress. Patto elettorale. “L’accordo con il Pd non è modificabile”

Dell’accordo con il Pd “nemmeno la numerazione della pagine è cambiabile”. Lo afferma il leader di Azione, Carlo Calenda, a 24 Mattino Estate di Irene Zerbini e Nicola Filippone su Radio 24. “Abbiamo scritto un patto con il Pd che è molto chiaro, che dice sì ai termovalorizzatori, ai rigassificatori, alla revisione del Reddito di cittadinanza e del bonus 130%, sì all’atlantismo, sì alla Nato, sì all’Europa. Tutti i giorni vedo una dichiarazione di Fratoianni e Bonelli che dicono no all’Europa, alla Nato, anzi hanno votato contro l’allargamento, no ai rigassificatori no all’agenda Draghi. Se questa è la loro posizione, il Pd deve decidere se mantenere l’accordo firmato con noi, immagino sia così, stravolgerlo oppure cercare di fare qualcosa che la sinistra ha fatto a volte in Italia, buttare dentro tutto e il contrario di tutto. Ma in quel caso avrebbe un problema con noi. Avevo tutto il vantaggio di andare da solo, potevo fare una battaglia identitaria e prendere un sacco di voti come ho fatto a Roma. Non l’ho fatto – spiega – perché questa legge elettorale impone delle alleanze, altrimenti si butta via il 30% dei voti e avrei fatto vincere la destra a tavolino. E questa destra è quella che ha sfiduciato Draghi e che ci porta ai margini dell’Europa. Però c’è un limite: la chiarezza degli obiettivi di questa coalizione. L’altro limite è non regalare un voto di azione a Di Maio, D’Incà e transfughi vari dei 5 Stelle”.

Alleanze: “Non farò mai un Governo politico con i 5 Stelle”

“Mi sono stancato di vedere la gente che distrugge invece di costruire, i 5 Stelle sono i campioni della distruzione. Con i 5 Stelle non farò mai un governo politico”. “In tutta questa legislatura sono stato l’unico a non allearsi mai con i 5 stelle: io penso che abbiano avvelenato il dibattito italiano, hanno fatto disastri. Ieri il Governo ha varato 1 miliardo per l’Ilva quando avevamo un investitore privato da 4,2 miliardi che per colpa anche di Italia Viva di Renzi, che ha votato l’emendamento della Lezzi, è scappato. Avevo fatto un lavoro per costruire una soluzione con il primo gruppo di acciaio al mondo, con un contratto blindato, con una gara europea”.

Berlusconi: “Lo sfido a dibattito davanti a una platea di imprenditori”

“Come faccio a rispondere a un signore che dice che lui ha ottenuto il Pnrr, che pianta un milione di alberi, che  regala dentiere a tutti e fa un nuovo miracolo italiano dopo 30 anni che lo ripete? L’ultimo sondaggio uscito ci dà un punto sopra Forza Italia. Berlusconi è molto angosciato perché vede Forza Italia sgretolarsi per una scelta folle che ha fatto lui. Ha fatto cadere l’italiano più illustre del mondo”. Quando gli viene chiesto di replicare alle accuse di Silvio Berlusconi di aver ingannato gli elettori moderati per portarli a sinistra. “A Berlusconi dico: ho fatto Industria 4.0, gli energivori, il salario di produttività, ho tagliato l’Irap, l’Ires: vogliamo fare un confronto davanti a una platea di imprenditori su chi ha fatto di più? Se io in 2 anni e mezzo al Mise o lui in 30 anni da presidente del Consiglio? Sono pronto, dove vuole lui…”.

Draghi : “Se vincono i partiti che non lo hanno sfiduciato si può chiedergli di restare”

“Se fossi in Draghi non ci penserei proprio però penso anche che sia una persona responsabile e seria. Se vince la Meloni avremo lei presidente del Consiglio. Se vincono i partiti che non hanno sfiduciato Draghi, ma questo sta nelle mani degli elettori, si può pensare di andare da Draghi e chiedergli se può continuare con il suo lavoro, chiedergli di andare avanti con il Pnrr”.  “Se vince la Meloni, che ha votato 5 volte contro il Pnrr – aggiunge Calenda – penso che l’Europa le dirà: ‘Bene, siccome hai votato contro il Pnrr allora non lo facciamo”.

Diritti: “Ius Scholae? Normale che chi va a scuola qui abbia la cittadinanza”

“E’ normale: se un bambino arriva in Italia, frequenta la scuola italiana, diventa italiano perché è a scuola che si forma il cittadino ed è normale che abbia una sua cittadinanza”. Così il leader di Azione, Carlo Calenda interpellato sullo Ius Scholae.

 

 

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